MADE comincia con due donne intorno a un tavolo. Anzi, all’inizio non c’è neanche il tavolo. Sono solo due donne che vogliono mettere a frutto i propri talenti: design, arte pasticcera, architettura...
MADE comincia con due donne intorno a un tavolo. Anzi, all’inizio non c’è neanche il tavolo.
Sono solo due donne che vogliono mettere a frutto i propri talenti: design, arte pasticcera, architettura, imprenditoria, temerarietà.
Dato che parliamo di cose concrete, in mezzo alle donne compare un tavolo. E sul tavolo, una torta. Ma non una torta qualsiasi. Una torta come un fiore: attira con il suo profumo e incanta con i colori. Funziona. Dopo poco, intorno al tavolo ci sono cinque persone. Non vogliono solo mangiare la torta. Credono alla torta, e agli infiniti mondi di dolci che rappresenta. Immaginano. Si leccano le labbra. Una la vorrebbe al cioccolato purissimo, una di carote e cream cheese; una nostalgica vuole la tartelletta alla crema pasticcera; un appassionato di nocciole, una linzer con ribes rossi; una di mele profumata d’alloro. Su una cosa sono tutti d’accordo: la loro torta deve essere speciale.
Ora il tavolo è coperto di dolci. Intorno, ci sono venti persone. Parlano tutti. Un ragazzo vuole una torta vegana per la sua compagna che descrive: vuole che le assomigli, oltre che piacerle.
Una fiorista vuole un dolce memorabile senza glutine per il suo matrimonio, una vera torta di nozze, non una chimica composizione farmaceutica. Un americano vuole una cheesecake e un letterato un’ode alla madelaine. Un architetto arriva con un progetto di Le Corbusier; solo crema e cioccolato, periodo purista. Un appassionato di Mondrian vuole solo linee e colori.
Sul tavolo non c’è più posto neanche per un biscotto, bisogna trovare un locale.
Nel centro di Roma. Una bolla d’aria sott’acqua. Un angolo colorato e profumato. Un laboratorio. Un luogo dove continuare a sognare tutte le torte possibili, e a mangiarle.
A lanciare idee, a sconfinare. A provare.
Adesso c’è. E’ MADE.
Siamo sognatori di mondi, ragazze a cui piacevano i poeti, per dirla con Ivano Fossati. Josif Brodskij, uno dei più grandi poeti del mondo, diceva che in poesia l’uso degli aggettivi va ridotto al minimo ma bisogna infilarci più sostantivi possibili, anche a scapito dei verbi...
Siamo sognatori di mondi, ragazze a cui piacevano i poeti, per dirla con Ivano Fossati. Josif Brodskij, uno dei più grandi poeti del mondo, diceva che in poesia l’uso degli aggettivi va ridotto al minimo ma bisogna infilarci più sostantivi possibili, anche a scapito dei verbi. Ecco. A noi piacciono i sostantivi. Roba sostanziosa, come laboratorio, curiosità, passione, gioco, arte, aroma, fragranza, sogno, colore, materia, bellezza, ambiente, diversità, design. Scegliamo con attenzione i nostri verbi: osservare, credere, sperimentare, rischiare, assaporare, rispettare, inventare, apprezzare, offrire, curare, degustare. Non è necessario usare penna e carta per fare della poesia ed emozionarsi.
Stufi delle solite torte nuziali? Enormi mattoni bianchi che sfiorano a volte il barocco, a volte il Kitsch? Noi si. Nelle migliori delle ipotesi le torte nuziali sono fantastiche composizioni artistiche, ma incommestibili e in tutti gli altri casi sono anche stilisticamente discutibili. Ma perché, proprio in un giorno così speciale, il più delle volte si decide di puntare tutto sull’estetica trascurando completamente gusto e palato? Non è proprio con la torta a fine pasto che si stappano le migliori bottiglie e si congedano gli invitati? Lotteremo con tutte le nostre forze per rendere memorabile non solo il taglio della prima fetta, ma anche la degustazione di ogni suo piano decorato!














“Insisto nel dire che, sebbene il Romanticismo l'abbia circondato di mistero e gli
abbia creato attorno una specie di culto, il processo creativo è insito nella natura
umana ed è quindi, con tutto quel che ne consegue di felicità di esprimersi e di
giocare con la fantasia, alla portata di tutti”.
Gianni Rodari credeva fermamente
nell’importanza dell’immaginazione nell’educazione. Quante e quali sono le tecniche
d’invenzione che un bambino mette in atto spontaneamente? Fiabe sbagliate, fiabe
a rovescio o insalata di favole…magari anche attraverso le torte si può difendere il
gioco e gli aspetti ludici dell’esistenza!







« Un giorno sono andato in una fabbrica di calze per vedere se mi potevano fare una lampada. - Noi non facciamo lampade, signore. - Vedrete che le farete. E così fu. » Bruno Munari ci piace assai, non c’è alcun dubbio. Teniamo sempre ben in mente quali sono i termini o i sinonimi della creatività: invenzione, fantasia, immaginazione. Vai così!







Si prestano per allestimento di scenografie in genere, dalle feste, a ciak cinematografici e/o televisivi, o per qualsiasi esigenza di avere quinte scenografiche decorative, tenendo sotto controllo le calorie, ma non rinunciando all’estetica. Per quanto riguarda la realizzazione, la struttura interna è di polistirolo. E’ decorata e rivestita con paste e glasse di zucchero vere, per conferire un effetto maggiormente reale.
Ebbene sì, siamo italiani ma mangiamo comunque con gran gusto le cupcakes; simpatiche , morbide e colorate tortine monoporzione di pan di spagna, adatte a qualsiasi tipo di decorazione! E’con l’utilizzo di prodotti biologici, burro di qualità, composte di frutta all’80% , spezie ed aromi naturali che persino il più scettico antiamericano si innamorerà di questi dolcetti. Non necessariamente devono rappresentare gatti di nota azienda giapponese o avere uno stile fantasy degno di maghi adolescenti…tutto si può fare, basta scegliere!







Poi c’è la pastafrolla con tutte le sue derivazioni; biscotti alla vaniglia glassati, fraganti lingue di gatto, shortbread al burro che accompagnano goduriosi the pomeridiani. Nuvole di meringhe, sbrisolona mantovana di mandorle e farina di mais spruzzata di grappa, chocolate chip cookies da tuffare in un bicchiere di latte freddo…insomma, infinite varietà di merende per tutti i palati a tutti gli orari!







Birre speciali in armonia con la produzione salata di MADE
Coming soon
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Francesca Tolino
Da quanto tempo era che Francesca stava pensando di metter su un’impresa il cui lavoro fosse innanzitutto basato sull’inventiva e la creatività? Da quanti anni ormai era chiaro che il percorso che stava seguendo lasciava irrimediabilmente inespressi alcuni aspetti del suo carattere e della sua mente?
Laureata in Economia dello Sviluppo e specializzata in Scienze Economiche e Sociali per la Cooperazione Internazionale, appassionata di Africa Lusofona e di diritti sociali è passata per varie esperienze lavorative dal World Food Programme al Ministero degli Affari Esteri, dall’Emergenza sociale e l’Accoglienza sul territorio ad una Business Consulting privata specializzandosi in processi di internazionalizzazione d’impresa, marketing territoriale, attrazione d’ investimenti e formazione.
Vegetariana da quasi dieci anni, sostiene e difende uno stile di vita sostenibile e abbraccia un modello di alimentazione accompagnato da un’effettiva coscienza e presa di posizione; prima di tutto coscienza del sistema di produzione, di distribuzione e di consumo del cibo.
MADE rappresenta per lei una vera sfida: lavorare divertendosi, sperimentare, degustare ma nello stesso tempo educare alle scienze gastronomiche, salvaguardare l’ambiente e le biodiversità e promuovere un nuovo modello alimentare! Crede nel piacere, nella bellezza e nella diversità.
Laura Freda
E’ probabilmente fin dalla culla che Laura ha due grandi passioni: l’architettura ed il cibo.
Tragittando tra un tecnigrafo e l’altro, grafica 3D, squadre e grafite, attraverso lo studio dell’architettura nonché dell’arte nelle sue diverse ed infinite declinazioni, Laura scopre che tra queste c’è quella dell’applicazione della Progettazione al cibo.
L’obiettivo è chiaro, in lei, ben presto: rendere il cibo più attraente attraverso il design, lavorando le materie prime per capirne le sue potenzialità in fatto di statica e di struttura; scopre così che anche il piatto, prima di arrivare in tavola, passa attraverso il segno grafico della matita!!
Si è imbattuta in gestione e allestimenti scenografici, in progetti di trasformazione edilizia, e realizzazione di cartoni animati. Poi, è il mondo del Food che negli ultimi anni si è impossessato di lei; dalla presentazione artistica dei buffet presso la Casa del Jazz, gestito dallo Chef Salvatore Tassa, a cake designer nella prima pasticceria anglo americana di Roma, Josephine’s Bakery. Ideatrice e fondatrice di DolciArchitetture, risultato di un’alchimia tra ingredienti magici e misurati, gusto, forma e colore, si lancia in questo nuovo pazzo progetto MADE che rappresenta non solo la massima espressione di una pasticceria creativa, ma molto, molto di più. Si metterà in gioco come, forse, non mai!
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